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mercoledì 31 ottobre 2007

La parola al sesso forte.

Proprio non mi riesce di intascare indifferentemente la notizia: un’altra donna violentata e massacrata di botte; quanto fa? cinque, dieci, venti? E ci sarà pure un corrispondente numero da giocare al lotto, secondo me. Non sono ferrata in materia, ma volete che non ci sia? Suvvia!
Sì, torno a parlare di donne e ci tornerò ancora e ancora, fino a quando avrò un filo di voce e una tendinite fulminante non m’impedirà di schiacciare lettere sulla tastiera. Io provo rabbia. E provo vergogna per questi uomini che fanno della sicurezza dei cittadini un altro baluardo politico. Prima era l’Islam, ora sono i rumeni. Qui non si tratta di provenienza geografica, ma di uomini e donne che non si riconoscono ancora la medesima qualità di persone. E allora lo domando agli uomini: cosa dobbiamo fare? Cosa dobbiamo fare per farvi entrare nelle teste che non siamo solo un buco con un po’ di curve attorno? Mi pare che non abbia funzionato il sistema di ammantarci con veli e burka, dobbiamo forse rispolverare le cinture di castità e buttare le chiavi nell’oceano? Che cosa dobbiamo fare? Iniziare a fare a botte da adolescenti sì da temprare le ossa per una futura lotta? Armarci e sparare in fronte al primo che ci fa un complimento? Autoacidificarci in modo che questo corpo non susciti più istinti se non di disgusto? O forse no: forse potremmo cavalcare la strada amicale e girare nude, magari con un cartello che dica: accomodatevi! Oramai la strada è già imboccata, basta solo che ci diciate che può andar bene così.

Oggi è uscito il libro di Loredana Lipperini: Ancora dalla parte delle bambine. Lo attendevo da un po'. L’ho comprato qualche ora fa. Posso solo segnalarvi, per ora, che le tematiche sono interessanti e, talune, incentrate sulla pubblicità che è un campo che mi appartiene, con riferimenti ad Anna Maria Testa (Liscia, gasata o Ferrarelle? Di Sangemini ce n’è una sola. Tanto per fare qualche esempio di campagne pubblicitarie, e uno dei più bei libri sulla pubblicità: La parola immaginata).

Donne, la dobbiamo smettere di attenderci che “loro” capiscano: basta con questa femminilità che ci hanno cucito addosso. Basta vi prego, ché qui si continua a morire da stronze.