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domenica 20 gennaio 2008

Editoria a pagamento. Parte prima: Lo scenario di base.

Immaginiamo di poter usufruire di una sorta di telecamera satellitare che punti l’obiettivo sulla totalità del mercato di prodotti offerti, e di procedere, zoom by zoom, in aree sempre più ristrette e specifiche, fino a isolare il mercato del libro. Per quanto isolato, tale mercato resta un’area decisamente estesa, nell’ambito della quale orientarsi in moltitudine è inevitabilmente complicato. Occorrerebbero molte ulteriori zoomate per arrivare a delineare aree più delimitate e di conseguente più facile studio. Cercheremo di operare una semplificazione, iniziando dalla definizione generica dei soggetti direttamente coinvolti: autori, editori, lettori.
Ciò che a tutti è chiaro, ma lo ribadiamo a titolo di pura completezza di questo percorso, è la dinamica del procedimento: l’autore è il creativo che scrive l’opera; l’editore è l’imprenditore che la valuta, la stampa (e da questo momento l’opera creativa si spoglia della sua pura veste intellettuale per indossare quella più profana di prodotto culturale/libro), la immette sul mercato; il lettore è il consumatore, il destinatario finale, che, naturalmente, fruirà dei prodotti culturali/libri a seconda delle proprie preferenze.
In questo sistema “base” è già complesso, ma sicuramente più lineare e comprensibile, definire e sintetizzare genericamente diritti e doveri dei soggetti:
  • l'autore ha il dovere (morale) di produrre opere di qualità e il diritto (intellettuale ed economico) di mantenerne la proprietà;
  • l’editore ha il dovere di effettuare una selezione equa fra le opere sottoposte al suo giudizio, di stampare il libro, di immetterlo sul mercato e il diritto di ripagarsi delle spese sostenute e – trattandosi non di filantropi ma di imprenditori – di ottenerne un mark up (nell’ottica della massima esemplificazione d’ora in poi chiameremo il mark up guadagno, sebbene il primo riunisca al suo interno molte più voci di quelle che si possano realmente concretizzare nella formula semplificata: offerta-costi=guadagno);

    il lettore ha il dovere di pagare il libro che decide di acquistare e il diritto (se non altro morale, non essendo applicata alla “cultura” la formula del “soddisfatti o rimborsati”) di vedere soddisfatte le sue aspettative di lettura.

A questo punto, avrete anche voi una qualche sensazione di “incompletezza”: il dovere di produrre opere di qualità da parte dello scrittore, per esempio, dovrà essere una libera interpretazione dell’autore medesimo o l’esito della valutazione da parte dell’editore? E, quant’anche le due visioni interpretative coincidessero, vale a dire che autore e editore concordino sulla buona qualità dell’opera, essa dovrà essere immessa sul mercato a prescindere dalla domanda e conseguente possibilità reale che esistano acquirenti (lettori)?

[In preparazione la seconda parte: Il libro necessario]