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venerdì 3 agosto 2007

E ancora mi domando se morire inseguendo la propria verità sia un bel morire.

Mi ricordo una notte che stavo male e non lo sapeva nessuno. Enzo mi chiamò. Era passata da poco la mezzanotte, lo ricordo bene perché avevo appena sentito il fischio dell’interregionale La Spezia-Parma. Mi disse che non l’avevo mica fregato, che lui lo sapeva che qualcosa non stava funzionando e sapeva esattamente di cosa si trattasse, perché l’amico non c’ha bisogno d’imbeccate. Abbiamo parlato del mio stare male, ma soprattutto abbiamo parlato del mio stare bene. Devi mangiare, mi ordinò. Devi mangiare, porcaputtana! Stava partendo per la Colombia, lui, quella notte, ché ce l’ha sempre avuto il pallino della Colombia. Mica per le fighe. Anche per le fighe, però! Si stava preparando per partire e mi stava dicendo che dovevo mangiare, e c’aveva ragione ché erano tre giorni che non mangiavo. S’inventò un gioco: preparare un’insalata uguale uguale. Mi chiese di aprire il frigo, e lui fece lo stesso. Si fece elencare il contenuto ed escluse tutto ciò che gli mancava, ché mica aveva fatto una gran spesa! Lattuga sì, pomodori sì, peperoni no (con quelli ti farai una peperonata domani!), ravanelli no (ma ti piacciono i ravanelli?), cetriolo (sì ce l’ho, ma non lo uso per l’insalata! Sei un porco! E tu una santarellina del cazzo!).
Non è facile dire cos’era Enzo. Hanno scritto di tutto: un grand’uomo, un cazzone, un giornalista, un sognatore, un porco, uno sprovveduto, un pubblicitario stravagante, un coraggioso, un figlio di puttana… Credo che fosse un po’ di tutto questo.

Enzo è Enzo, e il presente è decisamente voluto.

Mi manchi panzone. Chissà se ti sono giunte le mie parole. E ancora mi domando se morire inseguendo la propria verità sia un bel morire.
{questo post è chiuso ai commenti}

domenica 27 maggio 2007

Chi non ha paura di morire, muore una volta sola.


62 centesimi di euro per due uomini senza prezzo contro un sistema in grado di comprare tutto e tutti.
31 centesimi di euro: Capaci, 23 maggio 1992
31 centesimi di euro: Palermo, 19 luglio 1992

sabato 12 maggio 2007

Madre



Madre da scoprire fra le rughe di una vita dura che non avresti meritato. Credenza piena di valori fragili stipati in un tempo che era solo tuo, che immaginavi di fine cristallo. Diario di incolmabili solitudini che pensi mai comprese e indagate. Mani gonfie che battevano contro il legno e il sapone le lenzuola di cotone. Mani delicate che cucivano gli abiti del mattino e della festa. Parole mai dette, affidate allo scorrere del giorno che ci vedeva grandi in quella forza che mai ti consentisti e che fortemente volesti per le tue figlie che vedevi sfuggire fra gli intagli dei tuoi pizzi, verso un futuro che svelava sogni differenti dai tuoi. Carezze mai donate ma sempre presenti nel piatto preferito. Madre timidamente arrogante nella tua nenia mattutina. Invadente nella tua ricerca delle noi stesse che non sai. Silenziosa più del silenzio. Assordante più di un suono acuto. Madre amata oltre ogni limite, oltre ogni tuo pensiero.