GLI ALTRI CASSETTI

sabato 20 gennaio 2007

La ballata del Governo che fu.

Sono solo io a sentirmi stretta nella morsa di un succedersi di Governi senza un vero progetto se non quello di mettere alla gogna quello precedente?
Ho abbandonato, al suo nascere, l’utopia che la maggioranza rosicata avrebbe portato a una seria riflessione politica sulla gestione del Paese, sebbene avrei – naturalmente – gradito che i nostri politici avessero messo al primo posto il bene dei cittadini e avessero tenuto conto che l’equilibrata spaccatura della popolazione richiedeva una cauta attenzione nell’elaborazione delle manovre: unione innanzitutto, unione a ogni costo. Solo un pensiero, un sogno di un momento. Utopia, appunto. È stato subito chiaro che, ammesso che il Centrodestra riconoscesse mai al Centrosinistra la legittimità di governare, avrebbe fatto di tutto per far cadere il neo-governo il più in fretta possibile, per tornare al potere.
La ballata del “tu sei ladro e tu sei più ladro di me”, “tu sei scemo e tu sei più scemo di me”, “tu sei coglione e tu sei più coglione di me”… ha avuto immediato inizio, senza limiti, senza sconti, senza dignità.
E proprio quando ero oramai persuasa che giammai Centrodestra e Centrosinistra avrebbero capito l’importanza di sostenere vicendevolmente progetti fondamentali per la crescita del Paese, ecco la smentita: Berlusconi dichiara che appoggerà il Governo, prestando i suoi voti per rifinanziare la missione in Afghanistan, salvo richiedere che Prodi “tiri le somme politiche della vicenda”. E nessuno che gli dica: cavaliere ma lei ha lasciato il cervello sul comodino? Non solo ci stiamo scannando per portare a compimento un suo impegno, dovremmo anche ringraziarla per questo? dimetterci per questo?
Al contrario: gli americani vogliono una base più grande? Gliela diamo perché Berlusconi gliela aveva promessa. C’è da rifinanziare la missione in Afghanistan? La rifinanziamo perché Berlusconi l’aveva previsto. E chi non ha votato per Berlusconi proprio perché non condivideva queste scelte? Come la mettiamo con loro? Fregati comunque vadano le cose, mi pare.

E noi siamo solo spettatori – fortemente paganti – di una barzelletta in diretta. Né ci è concesso interagire con chi – naturalmente – agisce per i nostri interessi, per il nostro bene, per il nostro futuro. E poco importa se non condividiamo. Anzi non importa affatto.