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sabato 9 febbraio 2008

Randagi e Parole per sé.

È pronto il sesto numero di Randagi, con altri tre racconti da leggere.

L’appuntamento, di Cristina Bove
Star al Subway, di Frabrizio Ballabeni
Proprio quella sera, di Villa Dominica Balbinot

Randagi 6, può essere scaricato qui [file pdf, 400 kb]

Oltre a Randagi, subito dopo aver aperto Il cassetto delle idee libere, ho lanciato un altro progetto: Parole per sé. I primi lettori, forse, lo ricorderanno. Ho sistemato il blog, spostandolo su blogspot. Lo potete trovare qui. Il progetto è sempre attivo e quindi vi invito a inviare le vostre “parole per sé”.

sabato 2 giugno 2007

Parole per sé



Anche se l'ho un po' trascurato, quel Blog continua a esistere e a richiedere la partecipazione di tutti.


Sono state pubblicate altre due storie, una inviata da Jane e una da Alex.

sabato 31 marzo 2007

Sono stati pubblicati altri due racconti su Parole per sé:

Roberta (cara amica che non si decide ad aprire un Blog): Una breve storia d'amore. (leggi)

Alberto (il puro, :-D): Chissà qual era il suo nome... (leggi)

domenica 18 marzo 2007

Il racconto di Dandapit


venerdì 16 marzo 2007

La forza della determinazione.


Vi invito a leggere i due racconti appena pubblicati su Parole per sé:




Due vocali. Tutto qua.

Scritto da Massimo De Nardo

Pistacchio o cioccolato?


Scritto da Alex






mercoledì 14 marzo 2007

Parole per sé. Loop? No, solo spiegazioni.

Rischio di andare in loop, lo so, ma alcune spiegazioni le voglio dare.

In molti, anche – anzi soprattutto – gente che non conosco, mi hanno scritto in privato chiedendomi se dietro questo progetto ci sia qualcosa di più. Nessuno osa fare la domanda direttamente, ma ho capito (sono una tipa sveglia!) che ciò che si cela dietro le righe è il dubbio – o forse speranza – di una patinatura. La risposta è no. Parole per sé non ha la pretesa di diventare un libro di carta, ma un book virtuale che raccolga una moltitudine, il più possibile vasta, di frammenti di vita. Questo per un motivo fondamentale: sono profondamente persuasa che la rete sia il futuro della letteratura, del giornalismo e perfino dell’insegnamento e di molte altre attività professionali. Un book virtuale ha due vantaggi immediati: uno per lo scrittore (che nel caso di Parole per sé è multiplo) e consiste nella velocità di pubblicazione e nella possibilità di far sentire la propria voce confrontandosi direttamente con il suo pubblico, l’altro per il lettore che ha la possibilità di interagire ed evolversi da personaggio indotto a protagonista diretto e a scrittore esso stesso, attraverso la produzione di altri contenuti. Quindi, a questi vantaggi se ne aggiunge un terzo: la possibilità di superare il limite della finitezza e riempire gli spazi emozionali che, inevitabilmente, ogni racconto lascia.

Altro punto molto discusso, in privato, è legato alla decisione di chiudere i commenti sul blog Parole per sé. Qualcuno, che non rientra fra i miei lettori abituali – lo dico per trasparenza e con orgoglio – mi ha perfino accusata di voler imitare Babsi Jones. Che dire? Non è così, tanto più che l’idea è nata prima che, a seguito della ormai nota lettera al commentatore generico si diffondesse nell’etere la polemica circa il commento sì e il commento no. La decisione è stata determinata da un senso di profondo rispetto nei confronti di chi invia il proprio contributo. Qualcuno, come il già pubblicato Francesco, preferisce l’anonimato e ritengo sia una scelta da rispettare. Lo scopo di questo progetto non è creare imbarazzo, ma stimolare il dialogo con se stesso. Chi deciderà di pubblicare su Parole per sé, potrà inserire un link sul proprio blog e aprire i commenti in quella sede. Questo, secondo me, risponde a due esigenze fondamentali: da un lato il rispetto delle emozioni, d’altro lato contribuire, assieme, a costruire la rete, cercando di far risorgere dalle proprie ceneri l’interazione intelligente e la vivacità espressiva.

Infine, a chi ha proposto di creare un sistema di voto del racconto rispondo con la stessa arroganza di cui sono stata accusata in privato: sciò, sciò…vai via, non sei il benvenuto. Resta chiuso nel tuo polmone catodico, con il pollice attaccato alla minuscola tastiera del tuo cellulare, continua a votare il tuo eroe preferito, ma non qua. (Questa è la diarrea di cui scrivevo qua.). La tua strada sarà sicuramente affollata, ma senza me.

lunedì 12 marzo 2007

Parole per sé


Ritorno a Parole per sé dal momento che, ad oggi, ho ricevuto molte promesse ma pochi racconti. Penso che l'autobiografia sia l'unico modo di esprimere sinceramente e realmente le proprie emozioni, senza alcun traduttore od esegeta a cui affidarne l'interpretazione.




Vi invito a leggere i racconti già pubblicati:

Il vero nemico
scritto da Francesco


Due canzoni ricordo della mia giovinezza, due frasi che hanno lasciato un segno tanto profondo da sembrare cicatrici bianche di frustate nella carne dell'anima.
Una era un verso del "Cantico dei drogati" di Fabrizio De Andrè, quello in cui racconta di "folletti di vetro / che mi spiano davanti /che mi ridono dietro...". Tutta la canzone era una visione allucinata della realtà, che solo molto dopo ho collegato con un principio di alcolismo con cui Fabrizio stava facendo i conti. Per me era la negazione della vita, la sublimazione del dolore dell'esistenza portato all'estremo, le corde del violino nel Trillo del diavolo che si spezzano una ad una... anche se l'ultima reggeva sempre.
L'altra, del tutto diversa, era... (leggi)




Brindisi
scritto da Assu
I bicchieri alzati e i sorrisi accesi su facce rilassate di un’estate appena iniziata. Gli aghi del grosso pino, testimone di stagioni vissute nel silenzio dell’incomprensione, caduti e ingialliti sul cortile di ghiaia sparsa sulla vecchia colata di cemento sollevato dalle radici degli alberi, bucato dalla forza inaspettata di un esile filo d’erba. Voci adulte che si sovrappongono alle medesime allegre e infantili degli anni passati. Guardo indietro, verso il cortile che si affaccia sulle terre arate con le zolle indurite dal calore e dall’arsura. È di là che arriva il vento di mare e io l’aspetto perché adesso ho bisogno di tornare a volare. Le voci si fanno confusione, la confusione angoscia, l’angoscia rabbia, la rabbia fuoco, il fuoco vendetta, la vendetta parole, le parole silenzi, i silenzi pensieri... (leggi)

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Parole per sé
scritto da Jane

Ha appreso da poco che c’è una cosa che si chiama scrittura.
I grandi coprono fogli di segni. Questi segni sono allineati e organizzati in gruppi. Le piacciono soprattutto quelli che vanno in su e quelli che vanno in giù. Gli altri sono un pochino noiosi. Si esercita a riempire pagine e pagine di segni che crede essere molto simili a quelli dei genitori. Fa gruppi di segni più corti e più lunghi, come i grandi, ma sta attenta ad includerne sempre parecchi che vanno su e parecchi che vanno giù, così che la sua scrittura risulti più interessante per chi la legge. È rimasta momentaneamente delusa dal ... (leggi)

sabato 17 febbraio 2007

Parole per sé

Parole per sé è solo un'idea che può diventare realtà se mi darete una mano.