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giovedì 15 novembre 2007

125 pagine di speranza per Gramos

In questi giorni vi sono state varie discussioni su problemi, rete, coraggio, razzismo
Ciò che ho sempre sostenuto, ciò che cerco di insegnare a mia figlia, è che cambiare le cose è possibile: bisogna iniziare a cambiare quei pochi centimetri quadrati di spazio che occupiamo. Spazio del fisico e dell’intelletto. Il cambiamento inizia da noi. Sempre e inevitabilmente.
Uno di questi cambiamenti lo abbiamo vissuto giorno per giorno: inizia con una voce che si alza dal coro della banalità e pronuncia un nome: Benito (che nulla ha a che vedere con “quell’altro”) e poi ne pronuncia un altro: Gramos.
E continua con un progetto: Le fiabe di Gramos.
C’è un presupposto nella mia vita (condivisibile o meno, non è importante, non qui non adesso): un progetto è meglio di un sogno. Per un progetto si lavora e ci si mette in gioco. Così è stato per Sabrina Campolongo. Ci ha creduto, ci ha chiamati a partecipare a un “concorso” che ha surfato fra le aspirazioni di molti bloggers con intelligenza, creando contenuti e non dissapori, creando gioia (parola banale, ma quanta ce ne vorrebbe di questa banalità?), e alla fine dando vita a un libro che nasce con un obiettivo importante: aiutare un bambino ad assicurarsi il suo naturale diritto a un altro giorno.
Un obiettivo che custodisce in sé il sapore amaro della povertà, dell’emarginazione, della sofferenza e il sapore buono della speranza. Nascono con molte responsabilità queste 125 pagine.

LE FIABE DI GRAMOS
Per acquistarlo clicca qui.
€ 11,00 - Tutti gli autori hanno rinunciato ad ogni diritto economico a favore di Gramos.

La presentazione di Remo Bassini:

Tu che mi leggi, ti prego, ascolta. Questo libro è un libro di fiabe, certo, come tanti. Più bello o più brutto, chissà. Non importa, non è questo il punto. Ti ho chiesto, per favore, di ascoltare. Sono un libro ma, dentro di me, c'è una voce che, purtroppo, è un lamento. É di un bimbo piccolo, si chiama Gramos. Lotta per la vita come un eroe. Ascoltalo. Ti sta dicendo Ciao, mi chiamo Gramos, vorrei ridere e giocare ma non posso. Ti sta dicendo Aiutami. Ti sta dicendo anche Ho una brutta malattia, ho paura. Ti sta dicendo Sei gentile a comprare questo libro che altre persone gentili hanno scritto e di cui migliaia di persone gentili, su una cosa chiamata internet, han parlato. Lui è Gramos. É un bambino. Vivrà grazie a tutti voi. E un po' anche a me, che sono solo un piccolo libro contro l'indifferenza.

Le donazioni saranno gestite dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Chi si occupa di questo caso è l'Associazione S.o.S. Infanzia nel Mondo Onlus, Via Stazzo Quadro, 52, 00060, Riano (Roma). Chi volesse fare una donazione: c/c bancario 3383 o 3385 Banca di Credito Cooperativo di Riano - abi 08787 cab 39350 cin X. Ricordate la causale: PRO GRAMOS. Se volete maggiori informazioni per la trasparenza o solo per conoscere meglio la storia di Gramos chiamate Miriam (349.1953550) o Antonella (333.9382824) oppure scrivete a: sosinfanzianelmondo@tiscali.it.



mercoledì 29 agosto 2007

Iniziative per Gramos.

Nel mio universo professionale si dice che nessuna idea è originale al punto di non poter essere pensata da altre decine di persone. È il tempo il vero spartiacque fra chi fa e chi ha voglia di fare.
Fare e fare subito, dunque.
È successo per “Una fiaba per Gramos”. Ci stavo lavorando, ne avevo dato qualche anticipazione alla mia amica Jane (Bhuidhe) e avevo vagamente annunciato a Morgan un progetto ispirato da lui. Avevo già una primissima bozza.
Oggi, apro la posta e trovo una bella e-mail di Sabrina Campolongo: annuncia l’iniziativa lanciata sul suo blog.
Incredibile! – penso.
E invece, a ben rifletterci, non c’è nulla di incredibile. Morgan ha tenuto duro, come suo solito. Ha focalizzato l’obiettivo ed è andato avanti. Va avanti. Scrive, bussa, chiede, sprona… agita gli animi e sciacqua via quel velo di apatica indifferenza che si traveste di razionalità.
Ho riflettuto parecchio sulla questione “Gramos”. Inizialmente, come per Benito (altro caso portato avanti da Morgan con tenacia), sono stata tentata di fare un bonifico di cinquanta euro. Poi mi sono detta che non è così che si risolvono le cose, che bisognava trovare una soluzione per tutti i Gramos e non solo per uno di loro, così perdendo tempo prezioso. Sprecandolo fra le ramificazioni burocratiche di un sistema politico e assistenzialista che non funziona, o, quantomeno, funziona solo per chi ha tempo. E Gramos non ne ha. Quindi, domani mattina farò la mia piccola donazione, consapevole che non è sufficiente a lavare i mali del mondo, né a lenire le piaghe che questa vita così ingiusta e ineguale apre nella mia anima che si scopre, talvolta, capace di emozionarsi.