GLI ALTRI CASSETTI

venerdì 4 luglio 2008

Dire disonesto...

Mi rendo conto, tutto d'un botto, che è scomparso il disonesto.
Dare del disonesto a un imprenditore senza scrupoli, che raggira le leggi a scapito del fisco e dei dipendenti è da ingenui. Costui, oggi, non è un disonesto, ma uno scaltro. Un furbacchione che, perfino, gode dell'ammirazione dei più.
Dare del disonesto a un politico corrotto è da disinformati. Il meglio che ti può capitare è il bonaccione che, con aria fra il commiserevole e il sorpreso, ti dà una pacca sulla spalla e ti dice: “Ma dove vivi? Ma sul serio non lo sai che è così che va il mondo?!”
Dare del disonesto a un giornalista che fa palese disinformazione, selezionando, accuratamente, i passaggi da trascrivere o mandare in onda per fuorviare e manipolare l'opinione pubblica, è da patetici. Dimostra chiaramente l'incapacità di cogliere i ritmi dell'evoluzione del pensiero e della democrazia.
Dare del disonesto al ladro che ti ha borseggiato in strada è da razzisti, ché non c'è più il bianco e il nero, ma solo l'agognato grigio nel quale si cela il buonismo che è più razzista del razzismo.
Dare del disonesto all'insegnante che arriva in classe con il solo scopo di uscirne un'ora dopo è da ingrati che non capiscono quanto e quale sia il carico di lavoro di questi missionari della cultura.
...
Che bel Paese!
In Italia non ci sono disonesti.

domenica 1 giugno 2008

Abusi domestici? No problem! Sono sgravati dall’ICI.



Gli impegni presi in campagna elettorale, si sa, in questo Paese e da cotanto Premier, vanno rispettati: sull’ICI non si discute. Gli sgravi fiscali «saranno assolutamente coperti»: lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Dove prende, il ministro, i fondi a copertura? Semplice: taglia fondi già stanziati e destinati al trasporto locale, all’occupazione, all’ammodernamento della rete idrica nazionale, al recupero dei centri storici e, naturalmente, taglia il superfluo: venti milioni destinati ai centri antiviolenza per le donne.

I dati parlano chiaro - sempre che a qualcuno interessino sul serio -: su 14 milioni di donne che hanno subito e subiscono violenza in Italia, per 3 milioni di esse tali abusi si manifestano all’interno delle mura domestiche. Per molte l’unica via di scampo sono i centri e le reti antiviolenza.
Che dire? Le donne hanno, ancora una volta, firmato una cambiale in bianco e le cifre si stanno assottigliando. Evviva lo sgravio ICI: d’ora in poi gli abusi e le prepotenze subiti fra le mura domestiche saranno esenti da tasse!

domenica 18 maggio 2008

Randagi, il tempo, e altro ancora.

È on line il settimo numero di Randagi. Quando ho dato il via a questa iniziativa non credevo di arrivare fin qui. Randagi raccoglie racconti interessanti, diversi per tono, atmosfere, stile… A me piace immaginarlo come una sequenza di sensazioni. Le metto in fila e le scompongo. Rileggendo mi sono accorta che, quasi senza volerlo, i racconti si integrano fra loro. Si raccolgono da sé in un contesto di pensieri che va oltre lo scrittore. Oltre la scrittura, anche. Vivono a prescindere dal resto. Randagi, appunto. Ringrazio chi ha inviato e continua a inviare racconti, chi li ha letto e li leggerà.

I contributi di questo settimo numero [file pdf, 408 kb] vengono da:
Marco Bertollini – Pura Vita
Milvia Comastri – Stella
Elys (+) - Amami

Ci sono cose interessanti in giro. Mi piace, ad esempio, l’iniziativa di Sabrina Campolongo, Francesca Mazzucato e Barbara Gozzi: Declinate al femminile.
Leggo, da Barbara Garlaschelli, questa frase che condivido: “Siccome dalla storia dovremmo imparare (cosa che non accade praticamente mai) e, soprattutto, la storia oltre che conoscerla, NON dovremmo scordarla…”
Poi, una segnalazione che avrei voluto fare già da qualche tempo: un urlo, una poesia di Cristina Bove che un po’, in questo periodo, esprime un mio stato d’animo. E un’altra sua poesia che traggo – scusandomi per non aver chiesto il consenso – dal suo libro Fiori e Fulmini”.

E se…
E se fossi già morta?
Se varcata la soglia temporale
di coordinate quantiche
per un dolore che non potei reggere
fossi costretta a fingere
d’essere viva in questa
dimensione?
E tutti i miei frammenti
all'infinito
come specchi frantumi
di un intero
saltassero negli atomi
da questo a un universo
parallelo?

sabato 3 maggio 2008

L'Italia e i Presidenti dell'Informazione: Santoro ha fatto ancora il cattivo.

Nel corso della videochat con il Corriere, fra le varie gaffe, Berlusconi sentenzia il secondo editto bulgaro: «Michele Santoro fa ancora un uso criminale della televisione». Non dissimile il parere del presidente della Rai, Petruccioli, nella nota letta nei TG: «Ieri sera (trasmissione Anno Zero, 1° maggio, n.d.r.) Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il danno, l’umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno nell’ambito delle mie responsabilità a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi».

Avrei desiderio di partire dall’art. 21 della Costituzione Italiana ma, per non stressare i lettori, mi limito a fare osservazioni da comune cittadina.

Sulla nota del presidente della Rai, è facile osservare che la grande castronata sta nel fatto che Grillo non ha detto quello che ha detto (comunque la si pensi sui contenuti) dagli schermi della Rai, ma da una pubblica piazza a 40-50-100 mila persone (il numero, tutto sommato, non è importante). Quindi la nota di Petruccioli pecca perfino nella forma, oltre che nella sostanza. Beppe Grillo ha fatto affermazioni che un giornalista ha riportato, semplicemente esercitando il suo diritto di informare i cittadini, che - secondo lo stesso Sgarbi - sono in grado di scernere il bene dal male tanto che "...la destra vince lo stesso". Semmai le offese dagli schermi della Rai sono venute da Sgarbi, sotto gli occhi di tutti. Sarà che Darwin aveva ragione?


Riuscendomi alquanto difficile comprendere quale sia l’IDEA DI TELEVISIONE PUBBLICA del neo presidente Silvio Berlusconi ho cercato, nella memoria personale e nella straordinaria memoria di Internet, qualche risposta:

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi deve consentire al politico, soprattutto se di Forza Italia, di dire solo quello che vuole ed eludere le domande dei giornalisti;

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi deve somigliare alle Televisioni Private di Berlusconi dove i panni sporchi e le incoerenze dei politici non si portano sul grande schermo;

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi deve deviare l’attenzione dando al cittadino “quello che vuole” e chi se ne frega se nel frattempo si dovrebbe focalizzare l’attenzione sul processo in cui si sta accertando la corruzione del premier;

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi deve ignorare le Sentenze della Corte Costituzionale;

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi deve pagare coi soldi dei contribuenti le veline in esubero di Mediaset;

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi deve dare agli italiani quel che è degli italiani (due trasmissioni al prezzo di uno!) o alimentare gli unici sogni divenuti possibili (ché nella vita quel che conta veramente è andare in TV!);

[?] forse la Televisione Pubblica di Berlusconi …

Forse il concetto di Televisione di Berlusconi è quello del piduista Silvio Berlusconi (che, a proposito del suo tesseramento ha dichiarato il falso in tribunale, e provvidenziale è stata l'amnistia), come del resto, più volte, ha, fingendo indignazione verso l’amico Silvio, detto il Venerabile: «Avevo già scritto tutto!», «Berlusconi, ha preso il nostro piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto».

A proposito della Stampa e della Televisione, il piano di rinascita della P2 prevedeva la necessità di “acquisire alcuni settimanali di battaglia, coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata, coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale, dissolvere la Rai in nome della libertà d’antenna; punto chiave è l’immediata costituzione della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese”.

Profetico, no?

mercoledì 30 aprile 2008

Campagna contro la violenza alle donne? Sì, certo, ma un po' di sesso non si nega a nessuno!

Scrivere di donne, di violenza che le donne subiscono, è “noioso”. Sono fermamente convinta che il 98% (o una percentuale di poco inferiore) dei blogger quando si imbatte in un post sulle donne, in fondo in fondo (e forse anche più in superficie), pensa: “Un altro post sulle donne! Uffff...”. Vi è l’imbarazzo, talvolta il timore, di imbarcarsi in una discussione maschio-femmina, femminismo sì-femminismo no, maschilismo sì-maschilismo no.
Quello che mi accingevo a scrivere era proprio un post di quelli “noiosi”. Ho fatto qualche ricerca, ho raccolto dati e pareri. Il post ce l’ho in mente, ma per adesso passo. Non perché non voglia scriverlo. Solo perché, volendo partire in bellezza pensavo di fare della campagna della Kidman il mio punto di partenza. Così mi sono imbattuta nel sito Ansa, che ho “fotografato” e vi propongo di seguito. Vedrete che in primo piano, in effetti, c’è proprio la bella attrice. Peccato che la stessa pagina, proprio sotto all’articolo, riporti due link (qualora uno non fosse sufficiente ad accontentare i desideri del maschio viagrato o meno). Li ho evidenziati.

Il primo
TROVA DONNE IN 5 MINUTI: trovala ora sui nostri siti. Cerca per età e regioni la donna che vuoi.
Il secondo
DONNE: contatto garantito subito. Entra subito e Incontra ora!

In entrambi i casi i link conducono a siti che favoriscono incontri uomo-donna, donna-uomo, uomo-uomo, donna-donna, sui quali si possono esprimere opinioni più o meno favorevoli (sempre lasciando a ognuno la libertà di fare quello che più gli pare nel rispetto della libertà altrui). Tuttavia l'esca è sempre la donna e, dunque, il target è il maschio arrapato o "solo curioso".

Ma i “signori” di Ansa.it da che parte stanno?

sabato 26 aprile 2008

The V-day after


Non ho mai ritenuto Beppe Grillo un guru, tuttavia non posso non condividere lo spirito di questo secondo V-day e, soprattutto, non posso condividere il tentativo di appiattimento delle idee che si evince da articoli come quello di Francesco Merlo, su Repubblica.
Non si tratta di Beppe Grillo, non è lui il problema. Il problema sono gli italiani che non pensano. Sono la maggioranza. Sono accanto a noi. Siamo noi.
Siamo noi che non ci ritagliamo mai il ruolo di asta e continuiamo a sventolare pensieri indotti. Tricolore smosso dal vento. Tricolore prostituito alla forza mediatica veicolata e veicolante.
Dimentichiamo. Dimentichiamo in fretta. Leggiamo “Spingendo la notte più in là” e per qualche ora ci troviamo proiettati in un ieri tanto vicino che, pure, già non fa più parte dell’oggi. Ci vergogniamo? No ci limitiamo a commentare il libro. Wow!
Viviamo e pensiamo secondo ritmi scanditi dalla stampa e dalla televisione guidata dalla politica più becera. Dimentichiamo, non colleghiamo, non riflettiamo…
Ha ragione Beppe Grillo: di questo giornalismo non sappiamo che farcene.
Ha ragione
Marco Travaglio: non è il concetto di ordine giornalistico che è sbagliato, è l’uso che se ne è fatto. Anzi il non uso.

sabato 19 aprile 2008

Sia fatta la volontà del Popolo, viva la maggioranza!

Se il governo ha le doglie…

Mi spiace che le donne non abbiano colto l'opportunità di ribaltare la triste situazione di un Paese che che considera le donne "un problema" piuttosto che una risorsa.
Peccato!
Peccato perché, per la prima volta, le donne hanno avuto la possibilità di votare un progetto che metteva nero su bianco la partecipazione attiva per merito e non solo per genere. Avrebbero avuto la possibilità di votare un progetto, pretendendone e potendone pretendere l’applicazione, senza necessità di ignobili quote rosa.

La grande menzogna.

Da una parte e l’altra ho sentito spesso citare la “provenienza cattolica”.
Strano!
Strano perché sono profondamente persuasa che l’essere cattolico non renda né migliore né peggiore un politico. Sono profondamente persuasa che l’essere cattolico implichi una condizione spirituale che poco dovrebbe avere a che fare con la sfera politica.
Strano perché ogni volta che si parla di Islam si accusa l’Oriente di mancare di laicità!


Dal governo dei coglioni al governo dei cretini.

Non ho mai gradito le etichette e, come non mi sono ritenuta una cogliona a suo tempo, non ritengo, oggi, cretini gli italiani che hanno votato per Berlusconi.
L’Italia si è espressa inequivocabilmente, assicurando al futuro governo di centro destra una maggioranza che non si vedeva dai tempi della DC.
E così sia!
Però mi auguro che tutta questa gente non abbia firmato cambiali in bianco perché, che piaccia o no, questo nuovo governo segnerà anche i prossimi cinque anni di quella percentuale (non ignorabile) di italiani che hanno votato PD. O forse lo slogan “Rialzati Italia” si riferiva solo agli italiani al di qua del muro?