Io credo in questo movimento senza partito e senza sindacato che smuove i giovani, gli insegnanti, le famiglie, gli intellettuali... e li riunisce nelle piazze e nelle università occupate sì, ma da valori che temevo potessero essersi perduti nei luoghi comuni del popolo della libertà e che invece emergono con una grinta che, perfino, mi commuove: la salvaguardia del diritto all'istruzione e allo studio, del futuro, del lavoro, della libertà di essere cittadini con una dignità. Ed è questa l'occupazione che il Primo Ministro Berlusconi teme e vuole combattere con l'intervento delle forze dell'ordine. Non è nel suo progetto l'istruzione e il sostegno della ricerca italiana, per farne un vanto e non la vergogna che deriva dalla scure sciagurata Gelmini-Tremonti. Scuola e Università pubbliche non devono soccombere a vantaggio del privato, perché la scuola pubblica, quantunque non crei un dottore, crea senz'altro un cittadino più civile.
“Lottare contro la Legge 133 Gelmini-Tremonti” scrive Beppe Sebaste “è una lotta di civiltà”, e io condivido pienamente.





